Io e il tiglio
Dalla finestra guardo sul giardino
lì un tiglio rami senza foglie scheletrite
braccia come imploranti al cielo
sa che lo guardo e nasce il suo bisogno
di parlarmi oh te beato dice che al caldo
non soffri i rigori dell’inverno questa
mia nudità solo sofferenza reca
a questo mio vecchio tronco nessun
riparo a venti pioggia e agli ostili
della stagione eventi pensa alla neve
nessun passero neanche un merlo
a farmi compagnia ed io caro vecchio
tiglio non ti lamentare non ti tragga
in inganno questo mio oggi stare
al tuo confronto che la vecchiaia dei vecchi
non rinverdisce in primavera che pur qui
il decadimento delle umane membra
avanza ma tu in quel tempo riavrai
un grande verde chioma amica protettiva
e la dolce compagnia del canto degli uccelli
©
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L'autore
giuseppe gianpaolo casarini
Nato a Milano il 25-04-1940 Residente a Binasco (MI) Pensionato Dr. in Chimica Industriale M.Sc. Specialista in Scienza e Tecnica dei Fenomeni di Corrosione
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