Lui compra l’Unità
Me ricordo, co’ lo Professore,
quanno ‘nnassimo a beve li’ a Sa’ Rocco,
se ‘n stevi attento te veniva ‘n blocco
da cure de prescia dar dottore.
Da lui de cose ne ho ‘mparate ’n sacco,
a legge lo giornale a mezzodì,
li libbri de Lenin, de Ho Ci Mi‘,
Il teatro, la carce, i muri a secco.
A vorte lo capivo a vorte nÌ
e quanno parlassimo de li Gruppettari
je venivano le bolle ‘n tutti i pori
poi guai a chi je toccava lo PCI!
"Chi divide li lavoratori
spezza l’unita de lo Partito
e quanno un organismo è indebbolito
come li combatti i sfruttatori?
E poi me riccomanno l’Apparato,
l’Apparato è lo peggior nemico
perch’esso te consuma poco a poco
e quanno te n’accorgi sei... finito.
Rimani senza foja e senza fico
ritorni ‘ndietro ai quelli tempi là,
la schina bassa, lo cappello in ma’
e ‘nbucio de culo che’ n te dico!"
Ancora oggi ogni tanto passo là
a Sa’ Rocco o intorno, ‘n po’ a casaccio,
Io col Fatto Quotidiano sottobraccio
e il Professore? Lui compra l’Unità!
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La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
Versi che ho molto apprezzato. (Sara Acireale)
Commenti (1)
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Sara Acireale24 gennaio 2023
Una bella poesia in dialetto romanesco dedicata a un professore "vecchio stampo" che comprava l’Unità ed era comunista (quando la sinistra e il partito comunista "esistevano" davvero e si facevano battaglie per i diritti dei lavoratori). Sono versi intelligenti e ironici che mi hanno divertito ma anche commosso, che mi hanno fatto ricordare anni di un tempo che fu e non ritorneranno mai più.
