L’amaro di un peccato
Peppe Cassese
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Sentivo le tue mani darmi vita
nel dolce amplesso cotonato a sera
con le parole avide del tempo
che incoronava un sogno e la promessa
signoreggiava il cuore e nella mente
io disegnavo il volto tuo e quei baci
lasciati a mille a mille sul selciato
cresciuti in questa terra senza un seme
del nostro viver gramo
col frutto della colpa e del ti amo.
E niente mi sembrava più giocondo
in braccio al nuovo mondo.
Ero di questa storia la fortuna
il canto improvvisato dal destino
sopra le scale della vecchia scuola
tra i voli accesi osati dal diletto
e tu mi carezzavi nel silenzio
della tua storia ad arte prestampata
su un foglio ormai ingiallito e sotto il cuore
compresi il tempo il luogo e la pazzia
della mia prima età la più banale
errore madornale.
E il tutto è svaporato
lasciandomi l’amaro del peccato.
©
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L'autore
Peppe Cassese
La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
Una pietra preziosa. (RitaLM)
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