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Dialettali 6 marzo 2023 · lettura 2 min · 457 letture

U vinnignari

Michelangelo La Rocca 413 poesie pubblicate
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Quann’era tempu di vinnignari tanti jorna prima ci cuminciava a pinsari. Era un jornu di festa, di cuntintizza, di alligria, propriu di tutti, puru la mia. S’inchivanu li panara nto u mumentu, po’ cu li muli a racina si purtava o parmentu. Spessu li vespi guastavanu la festa muzzicannu a qualcunu ca iva fora di testa . U mustu firmintava nta la vutti, s’aspittava San Martinu prima di scrupiri s’era bonu lu vinu! A mia piacia assà mangiari a racina cugliuta frisca di prima matina. Cu lu vinu u discursu era diffrenti, minni biviva cchiù picca di nenti. Quann’era nicu mi ficiru mbriacari pi chistu di lu vinu m’appi arrassari. M’arricordu sempri u vinnignari: na festa granni ca nun si po’scurdari TRADUZIONE La vendemmia Quand’era tempo di vendemmiare tanti giorni prima ci cominciavo a pensare. Era un giorno di festa, di contentezza, d’allegria, proprio di tutti, anche la mia. Si riempiva il cesto in un momento, poi coi muli l’uva si portava al palmento. Spesso le vespe guastavano la festa morsicando a qualcuno che andava fuori di testa. Il mosto fermentava nella botte, s’aspettava San Martino prima di scoprire s’era buono il vino. A me piaceva assai mangiare l’uva raccolta fresca di primo mattino. Col vino il discorso era differente, ne bevevo più poco di niente. Quand’ero piccolo mi fecero ubriacare per questo dal vino mi dovetti allontanare. Mi ricordo sempre il vendemmiare: una gran festa che non si può scordare.
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© Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Michelangelo La Rocca

Sono nato a Raffadali (AG) il 4/5/56 e nel ‘74 ho conseguito la maturità classica presso il liceo Empedocle di Agrigento. Appena diciottenne mi sono iscritto alla Facoltà di Giurisprudenza di Palermo presso la quale mi sono laureato nel 1978. Ho subito vinto il concorso per Segretari Comunali ed a soli ventitrè ho iniz

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Le sensazioni lasciate dai lettori.


Sempre piacevolissimo il tuo vernacolo, un sorriso (Silvia De Angelis)

Lettura molto piacevole. Complimenti Michelangelo (Antonietta Angela Bianco)

Sempre bravo nei tuoi ricordi. Complimenti (Alberto De Matteis)

Un caro saluto e buona serata (Alberto De Matteis)

Molto bella, piena di gradevoli ricordi. (Sara Acireale)

Commenti (4)

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Silvia De Angelis6 marzo 2023

Una ricorrenza davvero speciale quella della vendemmia, ove colori vivaci e indimenticabile armonia, hanno fermato attimi di vita, che si vorrebbero rivivere...

Lirica nostalgica con versi molto armoniosi. Anch’io ho vissuto quella che era una festa che veniva condivisa con amici e parenti. L’uva era sempre molto buona e poi arrivava il tempo di spillare il vino ed era un’altra festa di colori e profumi. Una bella lettura coinvolgente ed emozionante.

Alberto De Matteis7 marzo 2023

Mi ci trovo completamente in questi versi in vernacolo scorrevoli, la cui lettura scivola via senza avvedersene. E rimangono impressi nella mente e nel cuore tutti quei momenti indimenticabili della vendemmia, proprio secondo la descrizione poetica di Michelangelo La Rocca: lo spiluccare degli acini d’uva dai grappoli, il riempimento dei panieri e il loro precipitoso svuotamento nei traini... e poi il palmento con la conseguente pigiatura a piedi nudi. Una festa per tutti e soprattutto per bambini e ragazzi. Grazie all’autore per questi bei ricordi della nostra infanzia spensierata e tanto bella.

Sara Acireale8 marzo 2023

Ah, la vendemmia! Ricordo bene quando ero ragazzina ed io, con tutta la famiglia, andavo nella vigna di mio zio a vendemmiare. Per me era un giorno di festa, si cantava e c’era tanta allegria, la sera ci riunivamo tutti attorno a una grande tavola per gustare una gustosa cena ed eravamo felici di portare a casa della bellissima e dolcissima uva. Ringrazio il Poeta Michelangelo La Rocca per avermi fatto ricordare un periodo felice della mia vita. Poesia scorrevole e molto gradevole.