Restare
Credevo di appartenerti.
Credevo.
Mi liberavo di mani e sogni all’improvviso
di te
ero terra bagnata di pianto
di te
terra increspata di sogni.
Non c’eri nei miei occhi.
Non riconoscevo più i tuoi battiti.
Credevo di appartenerti.
Quante cose nascono a nostra insaputa.
Appena il tempo di rendersene conto
e reciderle.
A volte non basta una vita per disfarsene.
È brutto vivere in un luogo che non conosci.
Cerchi la luce ad ogni passo e ogni passo ti rigetta indietro.
Ed ogni passo è fosso di pozzanghere ed erbe macere.
A volte non basta una vita per liberartene.
Credevi.
Ed ogni passo è fosso.
Pozzanghera in cui anneghi sogni e mani.
Credevi. Quante cose credi a tua insaputa.
Restare, appena il tempo di recidere.
Quanto?
Non sai!
Un passo, due e sei già fuori.
Dentro.
Sul pianerottolo.
©
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