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Spirituali 9 aprile 2023 · lettura 1 min · 407 letture

Tu Risorto

antonio giuseppe perrone 342 poesie pubblicate
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Ti sei rivelato nella nostra fragilità, mostrando quella paura che accomuna noi umani. Hai tentato di rifiutare di bere a quel calice poi hai accettato la Sua volontà e lui che professava di voler morire, al tuo posto, per tre volte ti ha rinnegato sino al canto del gallo. Hai sregolato ogni regola che il pensiero potesse produrre perché salvi il buon ladrone e perdoni tutti noi. Noi che non sappiamo quel che facciamo. Quel Venerdì nel silenzio delle tre tutto si compie. Quel silenzio, assordante ancora adesso, non all’ostinato incredulo che, dopo duemila anni, Tu Risorto, il dito vuol mettere nel Tuo costato.
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Sono trascorsi tre anni dalla prima pubblicazione, ma la realtà non è cambiata affatto, anzi. Abbiamo "una guerra a pezzi", con il rischio che questa possibile catastrofe possa interessare l’intera umanità.4 aprile 2026
L'autore
antonio giuseppe perrone

Nello scrivere cerco di esternare al meglio il sentire, il riflettere con me stesso. Talvolta ci riesco. Sono nato a Minervino Murge, il cosiddetto Balcone della Puglia, ma vivo da oltre quarant’anni vicino a Lecco. A distanza di un anno che scrivo su questo sito, ho imparato tanto. Quello che mi sembrava inizialmen

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Complimenti e un caro saluto. (Alberto De Matteis)

Buona serata Poeta (Sara Acireale)

Commenti (2)

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Alberto De Matteis11 aprile 2023

Immagini vere ed efficaci per ricordare la figura di Gesù, che per amore di tutti noi si sacrifica sulla Croce, perdonando i suoi crocifissori. E ancora dopo duemila anni, scrive il poeta Antonio Giuseppe Perrone, l’ostinato incredulo pretende di mettere il dito nella piaga del costato del Figlio di Dio. Elogio sincero.

Sara Acireale19 maggio 2023

LUI si è immolato per l’intera umanità, ci ha salvato, ci ha redento e ci ha pure perdonato perché non "sapevamo quello che facevamo". Ancora oggi, dopo duemila anni, non sappiamo "quello che facciamo", rifiutando il povero, l’oppresso, il migrante, colui che soffre. In queste persone non riusciamo a vedere il sacro volto del Cristo. Una poesia impregnata di spiritualità che fa riflettere molto.