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Dialettali 17 aprile 2023 · lettura 2 min · 730 letture

Chi vo’ di mia?

Michelangelo La Rocca 338 poesie pubblicate
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Chi vo’ di mia, chi vulissi fari? Mi basta chiddu c’aiu a suppurtari. Vo’ fari comu lu surci cu a la nuci ddra vota ca nun fu affattu duci? Ci dissi pari pari: dumani tempu ca t’a spirtusari. A’ lu mè corpu ora vo’ puru la menti? Lassala a mia, nun tinni fa nenti. Nun sa’ quant’è beddra, pensa quann’era ancora nicareddra avia un pinseri pi veru spiciali: tutti l’omini li vulia uguali. Po’ a mè vita piglio’ na strata diffrenti e nunni arriniscivu a cuminari nenti. Tracuddrò lu suli di l’avviniri, puru stu sognu appi a finiri. Fermati ti pregu, lassami stari, almenu fammi essiri libiru di pinsari! TRADUZIONE Che vuoi da me? Che vuoi da me, cosa vorresti fare? Mi basta quello che devo sopportare. Vuoi fare come il sorcio con la noce quella volta che non fu affatto dolce? Le disse pari pari: dammi tempo che ti devo bucare. Hai il mio corpo, ora vuoi anche la mente? Lasciala a me, non te fai niente. Non sai quant’è carina, pensa quand’era ancora piccolina aveva dei pensieri veramente speciali: tutti gli uomini li voleva uguali. Poi la mia vita prese una strada differente e non riuscii a combinare niente. E’ tramontato Il sol dell’avvenire, e quel sogno dovette svanire. Fermati ti prego, lasciami stare, almeno fammi essere libero pensare!
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© Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Michelangelo La Rocca

Sono nato a Raffadali (AG) il 4/5/56 e nel ‘74 ho conseguito la maturità classica presso il liceo Empedocle di Agrigento. Appena diciottenne mi sono iscritto alla Facoltà di Giurisprudenza di Palermo presso la quale mi sono laureato nel 1978. Ho subito vinto il concorso per Segretari Comunali ed a soli ventitrè ho iniz

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La bacheca della poesia

Le sensazioni lasciate dai lettori.


Un caro saluto e un abbraccio Michelangelo. (Sara Acireale)

Bellissima e molto apprezzata. Un abbraccio caro (Antonietta Angela Bianco)

poeta, molto sentita! (Stefana Pieretti)

Complimenti di ❤️ caro amico. Buona serata (Alberto De Matteis)

Commenti (4)

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Sara Acireale17 aprile 2023

Quanta amarezza in questa poesia! La vita è imprevedibile a volte e può essere terribilmente crudele. "Chi vo’ di mia?". Il Poeta così si rivolge alla vita e la prega di lasciarlo in pace, di fare in modo che lui possa continuare a vivere, a scrivere e a pensare. Non chiede niente di più e, sono sicura, che la vita non "prenderà" la sua mente, che leggeremo sempre le sue bellissime poesie improntate alla solidarietà e all’amore. Versi accorati e belli che entrano dentro l’anima di chi legge.

Una poesia molto profonda. Un’accorata richiesta alla vita che a volte può essere crudele. La vita ascolterà le richieste del poeta e noi continueremo a deliziarci con le sue belle poesie che fanno spesso riflettere. Lirica triste ma molto bella ed emozionante che tocca nel profondo.

Stefana Pieretti17 aprile 2023

sì, ha ragione Sara si sente tanta amarezza sembra che nei versi il cuore del poeta si ribella a quello che la vita dà e non si vorrebbe mai avere ma il tuo cuore ribelle vincerà con la poesia .Bravo Michelangelo!

Alberto De Matteis19 aprile 2023

Per questa poesia di forte impatto, il nostro poeta si ispira ad una favola in cui il topo dice alla noce: dammi tempo e vedrai che ti buco; e in effetti, alla fine, il topo riuscì a rompere il guscio e mangiare la noce (tenacia, determazione e perseveranza avevano vinto). Ma qui Michelangelo La Rocca usando la stessa tenacia e determinazione si rivolge alla vita. Che vuoi da me? Cosa vorresti fare? Mi basta quello che devo sopportare. E qui vincerò io... sarò libero fino alla fine e non mi farò abbindolare da nessuno. Non possiamo non essere d’accordo con quanto scrive e sente il nostro poeta, che certamente fa riferimento anche alla situazione attuale.