Meno sòrdi e ppiù ggiornali!
Dice che stamo ‘n tempo de recesso,
er sòrdo ce l’avemo agonizzato,
co’ lo stipennio ce magnamo allesso,
che sso’ diec’anni che ‘n z’è arinnovato.
Oggnuno sente d’esse’ ‘n po’ ppiù fesso,
ch’a ffine mese doppo ave’ ssudato,
piji ‘sti quattro sòrdi e ssei depresso,
e voressi da’ ‘n ber mor’ammazzato.
Potemo compra’ solo poco e gnente,
che ‘n’ c’hanno ppiù vvalore li quatrini,
ormai st’aruvinata tanta ggente.
Mo li ggiornali famo a pezzettini,
così la cart’iggenica finente,
arisparmiamo granni e regazzini.
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L'autore
Gian Franco Dandrea
Fissare su carta mediante parole, le emozioni di un momento, le vibrazioni dell'anima, il recondito sentire, è come mettere insieme le tessere di un mosaico, è come dipingere o creare musica. Ecco, la poesia è tutto questo messo insieme, i versi danno colori, note musicali, vibrazioni al cuore, è una festa multimediale
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