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Cronaca 31 gennaio 2008 · lettura 1 min · 5341 letture

Meno sòrdi e ppiù ggiornali!

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Gian Franco Dandrea 232 poesie pubblicate
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Dice che stamo ‘n tempo de recesso, er sòrdo ce l’avemo agonizzato, co’ lo stipennio ce magnamo allesso, che sso’ diec’anni che ‘n z’è arinnovato. Oggnuno sente d’esse’ ‘n po’ ppiù fesso, ch’a ffine mese doppo ave’ ssudato, piji ‘sti quattro sòrdi e ssei depresso, e voressi da’ ‘n ber mor’ammazzato. Potemo compra’ solo poco e gnente, che ‘n’ c’hanno ppiù vvalore li quatrini, ormai st’aruvinata tanta ggente. Mo li ggiornali famo a pezzettini, così la cart’iggenica finente, arisparmiamo granni e regazzini.
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Esce sui giornali la notizia che una persona su cinque vive con uno stipendio medio al di sotto della soglia di povertà

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L'autore
Gian Franco Dandrea

Fissare su carta mediante parole, le emozioni di un momento, le vibrazioni dell'anima, il recondito sentire, è come mettere insieme le tessere di un mosaico, è come dipingere o creare musica. Ecco, la poesia è tutto questo messo insieme, i versi danno colori, note musicali, vibrazioni al cuore, è una festa multimediale

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