Sfumature de ‘na parolaccia
Giuseppe Mauro Maschiella
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A Roma dì li morti n’è blasfemo
uno li dice pe’ contorno a ‘n fatto
se usa dillo senza ‘n po’ de tatto
nun ‘o famo apposta, nun se n’accorgemo.
Potremmo ditte in modo stupefatto
"mortacci tua quant’è che nun se vedemo!"
o si fai ‘na stronzata te diremo
"ma li mortacci tua, che cazzo hai fatto?"
E’ vario anche er modo ‘n cui poi dilla:
"cci tua, tacci tua o mortacci tua",
se po’ abbrevià basta però scandilla.
Ognuno la colora e la fa sua.
’A più completa è questa, sta’ a sentilla:
"l’anima de li mejo mortacci tua!"
©
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L'autore
Giuseppe Mauro Maschiella
Ho iniziato nel 2014 e continuo il mio hobby di scrivere poesie. Generalmente la poesia di grandi poeti esalta la bellezza nelle sue varie forme: della donna, della natura, della creazione, ecc… esaltando cosi le illusioni. Il mio modo di fare poesia è diverso: anche io a volte esalto la bellezza, ma in quasi tutte le
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