L’abbandono
Sotto il peso dell’abbandono,
solo, con il cuore lacero,
come foglie strappate dal vento,
l’eco del dolore danza nell’ombra
satura l’aria
mentre le lacrime scivolano silenziose,
come pioggia acida
su quell’amore spezzato.
Sogni infranti, carezze lontane,
ora solo fantasmi,
bruciano l’anima
e il dolore si insinua nei pensieri
Come cane randagio
il cuore mutilato
batte un lamento sordo
cercando il suo rifugio.
Seduto spalle al muro
volge ansioso
lo sguardo alla porta dell’addio
e l’attesa di un ritorno
diventa il suo carcere,
la solitudine il boia.
La porta si erge come un muro
impassibile non cede al richiamo,
resta chiusa, serrata
e l’oscurità avvolge il suo spirito mutilato.
©
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