Assenza
Quel giorno sono morta anch’io
E poi sono morta di nuovo.
come Voi cenere di me.
Ma il tempo beffardo corre
e i giorni e i mesi e gli anni.
tutto resta fermo.
un dolore sordo, acuto
uno schiaffo in pieno viso.
Assenza di parole,
fiume che rompe le righe,
Il gelo fuori e dentro e dietro l’anima.
Il ghiaccio nelle vene
L’inferno tra i vivi
Una colpa che non merita
di essere espiata.
soffrire fino all’ultimo dei miei giorni
Una landa desolata ormai il mio cuore.
non ci sono mai stata
ho sempre chiuso gli occhi per non vedere
sono sempre scappata
L’egoismo deve essere punito
datemi una frusta
vogli vedere il sangue datemi una lama affilata
voglio lacerare ogni fibra del mio corpo
datemi un po’ di felicità e mi strapperò il cuore.
mettetemi nuda all’angolo di un vicolo
sono un ubriaca con la mente troppo intorpidita
da una realtà cosciente
ma nel buio cieco
come attraverso uno specchio mi vedo
brutta, deforme, cattiva
piango disperata
il passato non si può cambiare.
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L'autore
Georgia
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