Ad Avellino
Stefano Acierno
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C’era un sole senza nubi
E i monti si assiepavano l’un l’altro
E incombevano lucenti
e l’erba fresca
qui da me oggi
danzava col vento.
Avellino,
più in là,
assediata da automobili incessanti
si crogiolava ciarliera
nel passeggio
occhieggiando
sulla striscia d’asfalto
e fra quei platani
che evocava Dante Troisi.
Città orgogliosa
di chiacchiere illusorie
bonomia
fervore
e sussiego.
Dove ci si lavora
compenetrati di quella atmosfera,
che li si vuole
quasi a “Shangri- La”,
di quando in quando
poi dispensando
peccatori di provincia benpensanti,
la riprovazione.
Mentre i ragazzi,
che studiano e scappano,
inseguono i sogni
come gli è dovuto,
La primavera sta arrivando.
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Stefano Acierno
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