Doni d’amore
Peppe Cassese
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E ti darò il coraggio dell’amore
il fiore mai appassito in questo petto
la luna incavolata del mattino
la stupida viola del mio prato
il goffo arrivederci intimidito
di chi ha scoperto d’essere un detrito.
E ti darò se vuoi il giorno dopo
il gioco del silenzio in fondo al mare
la sigaretta spenta e quel cerino
che sfrigolava al buio come una stella
la volta che perduto a trasognare
ho pianto ed ho pregato sul tuo altare.
E ti darò la luce dentro spenta
lo stupido aggettivo coniugato
tra il verbo sconosciuto e l’infinito
coi miei problemi a spasso dentro gli occhi
di un campo immacolato e un fiore rosso
perché senza di te stare non posso.
E ti darò milioni di moine
miliardi di promesse e di incertezze
le mille e più giornate da imbastire
le cento spacconate di un buffone
che ad uno ad uno ricompongo e filo
a te che sei la venere di Milo.
E ti darò la limpida occasione
lasciata sotto un banco tempo fa
il pegno e la scommessa presa a nolo
il giorno ventisette a notte fatta
e tanto per finire e dopo smetto
perennemente aperto il mio lucchetto.
©
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