Ultimo
Saverio Chiti
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Ultimo sono in questa vita
per lo più vissuta
nelle panche là, in fondo
alla stanza d’altrettanta vita,
no, non rimpiango
i lazzi e i sollazzi del tempo
passato, e soprattutto
non giudico le persone
dalla loro lontananza dalla luce,
mi piace vivere così
nell’oscuro tempo, fra i disperati
poiché anch’io lo fui
così come fui miserabile e offeso
sempre perché dalla vita
fui ingiuriato e insozzato,
e non m’importa se mi deridono
o se i più volgono lo sguardo
altrove, quando i loro superbi occhi
incrociano la vista mia,
là è il posto mio
dove regna la sporcizia e l’incuria,
ma anche dove ogni cuore
ancor vive sì nella mestizia
ma soprattutto, nella purezza di spirito
perché se del cibo il corpo si nutre
e nell’animo suo che infine
trova ristoro,
quella pace che non conosce
eguali, se non nella Fede.
©
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L'autore
Saverio Chiti
“ Gli uomini stolti si perdono ai confini della ragione, e spesso è nella follia, che trovano rifugio “ non so se faccio parte dei primi, e quindi ancor oggi vivo la mia ragione d'essere, oppure il mio Essere trova rifugio nella pacata follia del domani... nel dubbio, mi cibo d'ogni essenza... amo riflettere ad
La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
Solo una parola: BRAVO! (Franca Merighi)
Commenti (1)
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Franca Merighi17 marzo 2024
Stupenda riflessione, stupenda la nota al finale, complimenti sinceri.

