Doppia solitudine
Giuseppe Mauro Maschiella
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Raddoppiava la mia solitudine
attraverso la tua compagnia
era oramai solo un’abitudine
un sorriso senza più allegria.
Non moltiplicavo pani e pesci
mi accontentavo di quello che c’era
domandandomi se magari tu esci
se in te ci fosse il sole oppure una bufera.
Tu non mi eri certo di conforto
e sicuramente per te non lo ero io
eravamo solo un futile supporto
un bruciare ateo che si credeva Dio.
Pian piano qualcosa si è rotto
per l’esigenza di respirare
stanco di restare sotto
il cuore ha iniziato a gridare.
Ora la mia solitudine è libera
di volare senza il tuo fardello
adesso è finalmente sincera
sa che l’amore non era quello.
©
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L'autore
Giuseppe Mauro Maschiella
Ho iniziato nel 2014 e continuo il mio hobby di scrivere poesie. Generalmente la poesia di grandi poeti esalta la bellezza nelle sue varie forme: della donna, della natura, della creazione, ecc… esaltando cosi le illusioni. Il mio modo di fare poesia è diverso: anche io a volte esalto la bellezza, ma in quasi tutte le
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