Ciao, figlio mio
Saverio Chiti
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Ciao, finalmente ti vedo
anche se in realtà
non è proprio così,
è più un sentirti in me
dopo che per molto tempo
ti ho atteso, seppure
avessi altri progetti.
Non so dirti il perché
le nostre strade
non si siano mai incrociate,
e neppure se tutto questo
mi abbia provocato più dolore
che coscienza del tempo
che passava,
molto probabilmente
il destino ha voluto così,
in fondo chi può dirlo
accade spesso a chi nella vita
non si crea programmi
e anzi, lascia che tutto
abbia il suo personale percorso.
No, forse è vero, in realtà
nemmeno io ti cercai con assiduità,
lasciavo un po’ tutto al caso
ed è per questo che ora
ti trovo qui, in altre vesti.
Se tu saresti stato il benvenuto?
Chi meglio di me può dirlo
in fondo sono un sopravvissuto,
arrivato per caso, quasi uno sbaglio
in quel desco familiare,
ma tu non pensarci
ti avrei accettato, così come
accadde con tuo fratello,
sicuramente lui ti avrebbe accolto
ben oltre ogni limite di gioia,
gli mancavi tanto
da chiamare fratello quel piccolo bimbo
dal color dell’ambra,
in lui non vedeva differenze
tanto meno nell’ombra sulla pelle.
Solo adesso ti vedo
in quella parte di me
che da sempre tengo nascosta,
quasi a volerti preservare
dalle molteplici sfide, che ahimè
la vita a volte ci riserva,
forse la mia è stata una scelta
di vero egoismo,
avrei dovuto cedere all’entusiasmo
e concedermi l’occasione di cullarti,
così come insegnarti a sopportare
tutto ciò che attorno a noi accade.
Ah lo so, saresti stato un buon figlio
e sicuramente avresti avuto
un ottimo esempio in tuo fratello,
che tutto ti avrebbe trasmesso
con gioia e amore.
Al solo pensarci, alcune lacrime
ora mi rigano il viso, ma credimi
è la contentezza che traspare
da queste semplici parole d’amore...
Ciao, figlio mio
in altra forma ci sarà ancora tempo,
e se il tempo lo vorrà
ci incontreremo ancora
in questa o nell’altra vita.
Benvenuto in me, ti terrò nel cuore
dove i bisogni d’amore
si sommano ai piaceri,
in quel mirabile luogo
chiamato anima.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Saverio Chiti
“ Gli uomini stolti si perdono ai confini della ragione, e spesso è nella follia, che trovano rifugio “ non so se faccio parte dei primi, e quindi ancor oggi vivo la mia ragione d'essere, oppure il mio Essere trova rifugio nella pacata follia del domani... nel dubbio, mi cibo d'ogni essenza... amo riflettere ad
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