Come nell’afa nasce una illusione
Sera inoltrata e pronta ad abbracciar
la notte e afa opprimente e dei grilli
il monotono cri cri che della quiete
rompe il silenzio del momento,
una aria triste e di profumi assenza
ma ecco che al corpo per il caldo
sofferente la mente vorrebbe
correre in soccorso con ricordi lontani
passati del passato: un fosso amico
quel nome campagnolo Rungia Cara:
acqua limpida corrente e li portatrice
di frescura, lì dove bambino immerso
stavo in un mondo unico come dipinto
in un gran quadro: un quadro profumato
li menta odorosa e pallido rosa saponaria
lì di sambuco i bianchi fiori lì adagiati
lungo del fosso le sue rive, lì suoni lì
delle rane il gracidare lì come dell’acqua
sfidando il movimento quel guizzare
rapido tra l’erbe di argentee alborelle
e poi quelle danze eleganti nell’aria in volo
a sfiorare il pelo di quel liquido corrente
di libellule azzurrine quasi evanescenti,
ma il caldo vince sulla mente e al corpo
sofferente si aggiunge così nuovo dolore che
di quella acqua non vi giunge la frescura
son spenti i suoni e quei profumi delle libellule
fermo immoto quel loro volo pur se non spenti
nell’animo nel cuore i passati ricordi del passato.
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L'autore
giuseppe gianpaolo casarini
Nato a Milano il 25-04-1940 Residente a Binasco (MI) Pensionato Dr. in Chimica Industriale M.Sc. Specialista in Scienza e Tecnica dei Fenomeni di Corrosione
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