Guardando un tiglio
Un tiglio maestoso qui di fronte
al mio giardino e un dolce profumo
sprigionano i suoi sottili esili fiori,
dalle foglie cadono bianche gocce
resinose, ecco come si alza il vento
rami foglie ne vengon scossi e un rumore
indefinito scuote forte l’aria a questo
infine si accompagna presto un pigolio
costante che da un nido di merli la prole
cerca un disperato aiuto, profumo gocce
suono pigolio questi dal tiglio all’olfatto
all’orecchio alla vista regalati e se or
dal primo ridestati sono gli assopiti sensi
quale riflessione da quel lento cader gommoso
nasce forse dalla natura spesso violata
un disperato pianto e quel rumore del vento
figlio un richiamo forse a meditare dopo
che il pensier porta quel nido a tramutarsi in culla
e quel lamentevol pio pio pio di un bimbo divenire
lo strozzato pianto? Inespresse perché ovvie caro
lettore del cogitare del pensiero le mie conclusioni!
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L'autore
giuseppe gianpaolo casarini
Nato a Milano il 25-04-1940 Residente a Binasco (MI) Pensionato Dr. in Chimica Industriale M.Sc. Specialista in Scienza e Tecnica dei Fenomeni di Corrosione
La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
Bella e apprezzata. (Alberto De Matteis)
Commenti (1)
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Alberto De Matteis6 agosto 2024
La natura, con le sue mille e variegate sfaccettature, viene esaltata e vivificata in modo palpabile e suggestivo dal poeta Giuseppe Gianpaolo Casarini. Il tiglio maestoso del giardino, con il profumo che promana dai suoi sottili rami, è il protagonista indiscusso di questi versi meravigliosi in cui c’è da notare tutta la sensibilità dell’autore, che attraverso tutti i sensi si bea e fa bere il suo lettore. Un sincero elogio.
