Da un bianco oleandro una lezione
Bello maestoso i suoi splendidi
bianco fiori alla vista offre laggiù
in un angolo del giardino, umile
di questa sua bellezza non cerca
lodi non si pavoneggia ben fissi
nella memoria eventi del passato:
tempesta di neve come d’uragano
vento e lui nel cuor colpito rami
in parte divelti e il più austero verso il ciel
svettante a metà spezzato sofferente
paziente non si lamentò delle ferite,
paziente attese il ritorno del bel
tempo della prima primavera, forza
vigore man mano ripresero quei
moncherini mutilati con quei rami
nella bufera illesi e i muovi virgulti
dal tronco e dai suoi piedi emergenti
a rendere meno triste e cupo il suo
aspetto e dopo la prima altre primavere
non ricordo quante e ferite e rotture
sanate e rimarginate e altri rami robusti
ben formati come rinato quel ramo
violentato e oggi cosi alla vista appare
come già indicato e il suo essere il suo
vissuto s mi son stati in questi anni
sia di sprone e di ammonimento nelle ore
di sconforto causa acciacchi arrancamenti
e pur malanni: mai abbattersi il piangersi
addosso o commiserarsi ma affrontare
il, futuro della vita con fiducia e a viso aperto
©
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L'autore
giuseppe gianpaolo casarini
Nato a Milano il 25-04-1940 Residente a Binasco (MI) Pensionato Dr. in Chimica Industriale M.Sc. Specialista in Scienza e Tecnica dei Fenomeni di Corrosione
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