Il Ragno Violino
Franco Scarpa
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Nella penombra, fra fessure e anfratti,
mi imbosco perché sono un assassino.
Esile è il mio corpo, con i peli a tratti,
con tre gruppi di occhi scruto il destino.
Ho un tatuaggio di violino sul dorso,
segno proprio di un sinistro presagio.
Mi conoscono al Pronto Soccorso,
san come mi difendo e infliggo il mio agio.
Poco occorre per una sviolinata,
per ghermir prede, che fascio con cura.
Potrei guastarvi l’intera giornata,
col mio biglietto da visita e paura.
Il morso iniziale, un bacio indolore,
la pelle arrossisce, la carne offende.
Poi il prurito, formicolio e bruciore;
la necrosi avanza, la vita pende.
Così mi vedon, come orrido artista;
perché col velen tingo morte e pene.
Sperate che alcun sia nella mia lista,
mancando l’auspicio, alfine conviene.
Nelle notti d’oblio, ove l’oscuro incombe,
dalla tela intono “macabra danza”;
potrei suonarla sovra mute tombe
e al mondo ignaro della mia bonanza.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Franco Scarpa
Salve a tutti, sono nato a Venezia nel 1965. Nel mio percorso di studi ho conseguito il diploma di maturità professionale come tecnico delle industrie chimiche, un interesse che continua a gratificarmi sia nella vita che nel mio ambiente lavorativo. La letteratura è da sempre una mia grande passione, in particolare la
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