Parlo con un suon rumore
Fronde mosse dal vento e nel silenzio
un lieve rumore qual debole suono
sento che si libra nell’aria per andare
poi a svanire morire molto lontano
non lo rincorro ma mi fermo ai piedi
dell’albero che alle foglie alle fronde
ha dato vita per un migliore ascolto
che voce umana sento dal suon uscire,
sì il suono parla e inizia a raccontare
sto coprendo mi dice un pianto il gemer
di queste foglie timorose tremanti
che soffiare possa più forte il vento
e dai materni rami strappate via siano
portate e lontano morte vadano poi
a marcire, io caro suono rumore gli dico
tu solo penso le possa ancor salvare
che al maggiore soffiare del vento
anche tu rumore suono sarai più forte
intenso e la voce tua al dire rombante
e più potente sì da al lontano Eolo
gridare vedi di ad un tuo figlio l’impeto
placare e a un legger suo soffio agente
le tremanti timorose foglie rassicurate
siano da lui cullate dolcemente, di rimando
il suon rumore così risponde e se Eolo
dovesse non dar corso alla richiesta mia
e libero di agire a piacimento il vento suo
lasciasse? Qui caro lettore finisce la storiella
con le foglie dall’albero strappate tremanti
lì volanti nell’aria verso il cielo, assordato io
dal forte intenso suon rumore senza poter
far nulla tristemente quelle sol guardare
©
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L'autore
giuseppe gianpaolo casarini
Nato a Milano il 25-04-1940 Residente a Binasco (MI) Pensionato Dr. in Chimica Industriale M.Sc. Specialista in Scienza e Tecnica dei Fenomeni di Corrosione
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