Requiem per due fiori
Un tempo i cigli di stradine e di viottoli
di campagna punteggiati erano da due fiori
papaveri e fiordalisi e alla vista a vedersi bello
quel connubio di colori un rosso con varie
sfumature un azzurro celeste come celeste azzurro
lassù il cielo, tavolozza unica dipinta dal pennello
unico di madre natura, umili fiori senza profumo
tremolanti spesso e docili nel piegarsi al vento
ma accarezzandoli un’aria speciale respiravi, nessuna
superbia in quegli occhi ravvisavi nessuna rivalità l’uno
contro l’altro come nessuna volontà a primeggiare, singolare
il fatto trovarli insiem fissati uniti su lucenti e brillanti cartoline
in uso nel passato tra gli innamorati per epistolari amorosi scambi
vi leggesse pure il postino o altro curioso, oggi cartoline desuete
morte sepolte cadute nell’oblio come oggi pur son spenti morti
quei colori quel rosso con varie sfumature quel celeste azzurro
come celeste azzurro lassù il cielo che aridi e deserti i cigli di viottoli
di stradine di campagna regno un tempo di questi cari fiori,
umili innocui innocenti fiori nella morte accomunati con quella
d’erbe infestanti nocive parassite ostacolo nemiche alla crescita
rigogliosa e certa di colture e seminagioni per il viver dell’uom vitali:
letal funesto veleno lo sparger di pesticidi e diserbanti, a ricordo loro
requiem commosso sono questi versi, e il loro ritrovar demando
a tele dove agile il pittor mosso ha il suo pennello e su fogli dove del poeta
la penna di loro vi ha vergato, siano Van Gogh e il Cantor d’Albuzzano qual riferimento
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L'autore
giuseppe gianpaolo casarini
Nato a Milano il 25-04-1940 Residente a Binasco (MI) Pensionato Dr. in Chimica Industriale M.Sc. Specialista in Scienza e Tecnica dei Fenomeni di Corrosione
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