Cheto
Saverio Chiti
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Cheto sto qui
nell’angolo del prato,
so bene che arriverai
a tarpare ali di foglie e fiori
che al sol sentirti
sui freddi sassi del viale
mesti chinano il capo
come vittime sacrificali
no tu non conosci
pietà alcuna,
d’altronde c’è il viver tuo
in quel cammino
che dal sole e l’azzurro
porta al grigio cielo
di nubi e pioggia
ah anima in pena la tua,
a fine settembre arrivi
e alla luce dimezzi il fiato,
mentre ci costringi a rovistare
in comò e armadi
a caccia di giacche
più o meno leggere
nella pesantezza
d’ogni tuo pensiero
v’è nostalgia per ciò che fu,
tutto adombri nell’anima
e nel cuore di chi t’ebbe
come alunno,
che professore di te
si manifestò, in quanto
inverno e tu autunno.
Cheto cheto, or sto qui
e d’ogni giorno assaporo
il lento scorrere del vento
giù nelllo scarno canneto,
giammai abituarmi potrò
al defluir della bella stagione
e dispormi in casa vo’
come fossi in prigione.
©
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L'autore
Saverio Chiti
“ Gli uomini stolti si perdono ai confini della ragione, e spesso è nella follia, che trovano rifugio “ non so se faccio parte dei primi, e quindi ancor oggi vivo la mia ragione d'essere, oppure il mio Essere trova rifugio nella pacata follia del domani... nel dubbio, mi cibo d'ogni essenza... amo riflettere ad
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Le sensazioni lasciate dai lettori.
Un abbraccio virtuale (Marcella Usai)
Commenti (1)
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Marcella Usai22 settembre 2024
Stile poetico evocativo che stimola e appaga. Complimenti caro poeta.

