Risorto
Pierfrancesco Roberti
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ho avvinghiato il corpo nudo del lunghissimo buio e l’ho messo nell’angolo del silenzio
io tatuato di mille ferite che cantano la strada dei miei sogni nella promessa della luce
sento il tuono della bellezza battere il cuore inquieto di incubi muti d’infinito
ascolto il dolcissimo fulmine della strada ritmare il verso selvaggio del cielo
cammino nella solitudine assoluta dell’anima che urla il vento insultante del mare
sogno le pallide luci dell’aurora chiudere le notti infinite del silenzio che ama
io tante volte sconfitto dalla vita avvinghio la paura dell’ennesimo ospedale nel libero coraggio dei sogni
sento la pallida forza dell’alba strusciare il rumore nudo del buio che s’addormenta
ballo l’ultima ballata che piange la dura sfinge vestita di donna
io combattente che sa di sogni
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Pierfrancesco Roberti
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