Cunicèto
Ti vien fora dal capeo
come cunicio de mago
sbociandome meravègia.
Ridada putea
”no me par vero!! ”
E vorria caresàrte
bianco pitùsso
tegnindote tra i seni
che sbaruffa col to pèl
par morbidessa.
E dormir cussì
Sognando….
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Commenti (1)
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Paolo Ursaia6 febbraio 2008
La dolcezza del dialetto, la delicatezza dell'ispirazione: poesia gradevolissima, letta in un tuffo, che lascia stupiti.
