In ricordo di Grace
Pierfrancesco Roberti
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ricordi crescevan le rose e i nostri giuramenti non ci lasceremo mai mai e poi mai
tu sposa bambina che rubasti il destino di un randagio di strada nella cicca che bruciava al sole
quanto abbiamo camminato nei mattini di primavera baciati dal silenzio
New Jork era bellissima testimone perfetta del nostro abbraccio di poesia
abbiamo perso i genitori perché scelsero il silenzio di una vita troppo ordinata per sciogliersi al sole
scegliemmo la soffitta di un palazzo diroccato per ridere nudi del nostro destino di timidi amanti
mi ricordo quando l’inferno ci accompagnò come un bastardo gentile verso l’inferno
cadesti a terra senza un lamento ed io piansi fino a chiudermi tutti e due gli occhi
tu Dio che ti sei accanito come un infido bastardo sulla mia Grace
succhiavo i respiri affannati del mio povero amore nel suo piccolo letto d’ospedale
non ce la faccio tuonai nelle pallide notti di un anfratto di ospedale
alla fine scelsi di dirgli addio cantando tra le lacrime una piccola nenia antica
quella notte sei volata tra le stelle.
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Pierfrancesco Roberti
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