Marzo pazzerello
Alberto De Matteis è nato il 18 febbraio 1940 a Pisignano (frazione di Vernole, provincia di Lecce), piccolo centro, ricco di memorie storiche, artistiche ed umane, situato a poche miglia dal capoluogo e dall’incantevole ed accogliente mare del Salento. Al termine delle scuole elementari e medie, ha frequentato il gin
La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
Versi apprezzati e letti con vero piacere! Bravo! (Michelangelo La Rocca)
Lirica che è un inno al mese di Marzo. Molto (Antonietta Angela Bianco)
apprezzata. Complimenti e un caro saluto. (Antonietta Angela Bianco)
Un caro saluto Poeta Alberto (Giovanni Ghione)
Bella e apprezzata, complimenti! Un caro saluto. (Franco Scarpa)
Un caro saluto Poeta Alberto (Giovanni Ghione)
Un caro saluto Poeta Alberto (Giovanni Ghione)
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Il tutto si risolve in quell’ultimo verso – vera libertà in un mondo non più fatto di vera Libertà – prendiamo quindi quella licenza, l’unica che può farci vivere con quell’istinto che mai si rivolterà contro, ma che invece saprà aprire al cuore assicurando tepore. Un passare in rassegna una stagione che sa fare solo del bene. Non deturpiamola.
Il poeta ci ha abituati a leggere le sue poesie dedicate ai vari mesi dell’anno, questa volta (ri) tocca al mese di marzo conosciuto perché spesso "pazzerello" per i suoi frequenti cambianti d’umore che ci portano ad aprire e chiudere l’ombrello più volte in un breve lasso di tempo. Ma il poeta gli perdona questi peccatucci veniali perché lui apprezza la libertà che questo instabile mese che ci regala la libertà con l’arrivo della primavera, la regina delle stagioni che tale resta anche se bagnata dalla pioggia improvvisa e improvvisata da marzo, il mese pazzerello! Complimenti al e autorevole poeta!
Marzo è considerato pazzerello perché il tempo può cambiare spesso da una giornata di pioggia che fa aprire l’ombrello si passa a ore soleggiate e aria tiepida. È il mese che annuncia l’arrivo della primavera e della libertà perché non siamo più infagottati e possiamo goderci le giornate all’aria aperta. Congratulazioni al poeta per i versi molto belli e armoniosi, una bella melodia!
E’ la musica di marzo questa sonora lirica che riempie un canto di pura libertà. Elogio!
La poesia "Marzo pazzerello" è un tributo affettuoso e giocoso alla capricciosità di marzo, e mi ha fatto ricordare la filastrocca di Diego Valeri che imparai alle elementari. Entrambe le opere catturano con semplicità e immediatezza il carattere imprevedibile e vivace del mese, trasformando i suoi repentini cambiamenti atmosferici in un simbolo più profondo. Quella che spesso è percepita come mutevolezza da criticare si trasforma qui in un’ode alla bellezza dell’imprevisto e alla forza rigeneratrice della natura. L’ultimo verso, "il mio sogno è libertà", è un invito ad abbracciare il nostro sogno di libertà interiore, un manifesto della resilienza e della beltà insite nel continuo cambiamento. Un messaggio capace di ispirare e rincuorare.





