Dell’inutilità delle cose
Di polvere agghindati
regnano sovrani inermi,
vetustà nel mare di sabbia,
soccombono al destino
D’odi lascive inondati
stazionanti in modo infermi,
figuri in gabbia,
come toccati di divino
Or un pianto trascina
fra spoglie avvizzite,
tuonanti d’un fallace avvenire
Si riponga in Madonna divina
e fuggano immagini stizzite,
ché’l ciò delle cose debba finire!
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L'autore
Marco Cortese
Sono originario di Cuorgnè (TO), un paese nel verde Canavese, non lontano dal Parco Nazionale del Gran Paradiso, dove fischia la marmotta, saltella il camoscio e regna maestoso lo stambecco...comunque anche la grandiosa capitale sabauda non dista molto, intrisa di storia...Da un pò d'anni abito a Banchette (TO), a rido
La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
Versi molto belli. Complimenti. (Ausilia Giordano)
Commenti (1)
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Ausilia Giordano4 aprile 2025
Magnifico sonetto, ben strutturato in quartine e terzine. (eccezione, mancano gli endecasillabi). Potente invettiva contro personaggi tinti di egoismo. Elogio.
