”la casa dei miei suoceri”
Sedan non abbaiava mai
nel mio arrivare,
per altri invece erano guai,
da me voleva solo farsi accarezzare,
anche Puffetta aspettava sulla porta
sapeva cosa avevo nella borsa
quando arrivavo in quella casa splendida
dove nell’atrio mi accolgono le bambole
nella vetrina esposte nel suo angolo.
La casa dei miei suoceri,
dove era tutto limpido,
un' atmosfera insolita
le cose tutte in ordine,
e l’orto delle fragole
nell’ombra dei ciliegi,
la panca del riposo
immersa nel silenzio,
il cinguettar di passeri
lungo i filari d’alberi,
le mele maturavano
nei raggi di un bel sole.
Cascate di gerani dal balcone
curati, come fossero persone,
da mani che non ho dimenticato,
di brava gente
vissuta nel passato.
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Commenti (3)
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Paolo Ursaia7 febbraio 2008
La memoria... il ricordo carico d'affetto, non rituale, per due persone care, che il tempo non ha cancellato... bella poesia... familiare
Rossodisera7 febbraio 2008
Sembra quasi un angolo di svizzera! Ordine e luce illuminano questi versi dei ricordi andati, ma sempre vivi nella mente e nel cuore, lo si sente! Versi ricchi di natura genuina e di splendido sentimento, versi che scaldano il cuore, molto bella!
Berta Biagini7 febbraio 2008
in una atmosfera così doveva regnare senz'altro una grande felicità. Nel leggerla sembra di sentire i profumi di allora e di vedere le persone care all'autore


