I’ vorrei distogliere
I’ vorrei distogliere
il mio sguardo dal vostro,
ché troppo languo
in tal pensiero
Ché s’ira non si placa
ed inutil servente divengo,
prostrommi a Dio sol divien intento,
che tal pena mi coglie
Ma voi n’uscite mai
dal mio trafitto cuore,
mia speme di speranza
Diavolo d’un Cupido,
che mal mi sorregge,
chiamerei morte e null’altro!
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
M
Tutte le opere →
L'autore
Marco Cortese
Sono originario di Cuorgnè (TO), un paese nel verde Canavese, non lontano dal Parco Nazionale del Gran Paradiso, dove fischia la marmotta, saltella il camoscio e regna maestoso lo stambecco...comunque anche la grandiosa capitale sabauda non dista molto, intrisa di storia...Da un pò d'anni abito a Banchette (TO), a rido
La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
Bellissimo testo. (Ausilia Giordano)
Commenti (1)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ausilia Giordano19 aprile 2025
Potente lirica con dichiarazione d’amore, tipica dell’amor cortese. Versi sublimati dall’incanto del disperato richiamo del cuore trafitto da amor Cupido, impertinente e imperturbabile nel suo compito: sofferenza e preghiera alla donna amata, il qual cuore il cantore intende conquistare. Elogio meritato. Un capolavoro.
