L’anelito di pace
Alberto De Matteis è nato il 18 febbraio 1940 a Pisignano (frazione di Vernole, provincia di Lecce), piccolo centro, ricco di memorie storiche, artistiche ed umane, situato a poche miglia dal capoluogo e dall’incantevole ed accogliente mare del Salento. Al termine delle scuole elementari e medie, ha frequentato il gin
La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
ardente implorazione perché LUI salvi il mondo. (Luciano Vacca)
Molto piaciuta e apprezzata. Un caro saluto. (Antonietta Angela Bianco)
unico grande Alberto grazie per ciò che di bello (carla composto)
scrivi con amore (carla composto)
Poeta dell’amore... un caro saluto (Rosita Bottigliero)
I miei elogi... (Marcella Usai)
Bellissimi versi, complimenti! Un caro saluto. (Franco Scarpa)
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Credo proprio che quello che manca a questo pianeta sia l’umanità, come conclude il poeta De Matteis nel suo bellissimo sonetto. Abbiamo bisogno di un’umanità che, come ha sottolineato anche ieri il nuovo Papa nel suo discorso inaugurale di inizio pontificato, provi "l’inquietudine di fronte alla storia" e non quella apatia generalizzata che ormai ci caratterizza. Per gli uomini di buona volontà, ispirati da Dio, l’anelito di pace "giammai potrà morire". Complimenti al poeta per il contenuto e la metrica!
C’è, oggi, fioritura di pazzi a "reggere" i popoli. Dobbiamo sperare che prima o poi ne venga una di saggi. Mi piace la tua denuncia e l’invocazione che Dio sciolga i cuori di pietra, di criminali e potenziali criminali. Poesia molto bella, attuale, che accompagna i desideri di tutti noi che vogliamo pace.
Un bellissimo sonetto che invoca la pace per i popoli in un mondo dilaniato dalle guerre. Si può affermare che l’uomo non abbia imparato nulla perché le guerre portano solo dolore, distruzione e morte. Abbiamo tanto bisogno di serenità, di pace, di amore e di rendere il pianeta "più umanizzato". Versi molto armoniosi e di piacevole lettura, complimenti al poeta che ci delizia con i suoi sempre meravigliosi versi.
un sonetto meraviglioso che ci porta a riflettere su ciò che accade come dice il bravo poeta basta con queste guerre assurde... un pochino più d’amore verso il prossimo ed un ponte (come dice il Santo Padre) che ci porti verso la riva dell’amore e della pace...
Quel che ci regala la vita giammai non può passare inosservato, come un raggio di vita si annida nei giorni. Un sonetto del bravo poeta, ci induce alla speranza di cercare sempre un alone di pensiero positivo verso un mondo, ormai, senza pace. Complimenti
Bellissimo sonetto a quartine e terzine scritte con maestria, dettate da un ‘animo saggio e buono che ha visto e contemplato le brutture e le bellezze del mondo. Un argomento che lascia inermi e rende la speranza di pace sempre più flebile. Plauso caro poeta.
Questo sonetto è un grido contro l’assurdità della guerra e un inno alla pace, intesa non solo come assenza di conflitto, ma come base per un futuro umano e vivibile. L’anelito alla pace è immortale, nonostante la brutalità del mondo. La guerra, cieca e distruttiva, spezza i destini; per questo, opporvisi è un dovere morale. Sebbene la nostra generazione non l’abbia vissuta, ne ha ereditato il peso attraverso la memoria storica e il vissuto delle generazioni passate. Questo sapere indiretto alimenta la consapevolezza del valore della pace. Il poeta invoca ponti invece di muri, esaltando dialogo e solidarietà. Il richiamo alla divinità, simbolo di amore e compassione, accende la speranza in un mondo più giusto.






