Quella volta
Stefano Acierno
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Sgorgavano mie frasi
rotte,
colorite,
e struggenti
da chissà dove provenienti.
Aleggiavano intorno
volendo avvolgere te
e risuonavano ancora
come salendo
lì in aria
per sparire lente
come bolle di sapone.
Movenze le mie
rapite
e i tuoi sorrisi a difesa
che coloravano il mondo,
io attonito,
mentre sbirciavi intorno
smozzicando nuove parole
che spuntavano incerte
per poi fluire ridenti
certa ch’ero ormai catturato.
Ragazza che germogliava appena
misurando sé stessa,
e la sua bellezza
che irretiva.
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