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Riflessioni 16 giugno 2025 · lettura 1 min · 387 letture

Le rosse zolle odorano di fumo

Alberto De Matteis 945 poesie pubblicate
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E di nuovo è tornata primavera ma il sole lassù in cielo non risplende, la luna è ancora pallida bluastra e le stelle son tutte taciturne. I campi e i prati han perso tutto il verde, le rosse zolle odorano di fumo, lugubre e torvo è il canto degli uccelli e la pioggia allontana arcobaleno. Ma io son qui silente ad aspettare la bianca aurora di novello giorno, poi che non è mai vana la speranza. E già intravedo luce all’orizzonte che illumina il cammino e lo protegge per un domani alfin di vera pace.
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Componimento in endecasillabi sciolti

L'autore
Alberto De Matteis

Alberto De Matteis è nato il 18 febbraio 1940 a Pisignano (frazione di Vernole, provincia di Lecce), piccolo centro, ricco di memorie storiche, artistiche ed umane, situato a poche miglia dal capoluogo e dall’incantevole ed accogliente mare del Salento. Al termine delle scuole elementari e medie, ha frequentato il gin

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Versi molto interessanti (Ausilia Giordano)

Versi molto belli, intensi ed emozionanti. Molto (Antonietta Angela Bianco)

apprezzati. Un caro saluto poeta. (Antonietta Angela Bianco)

Molto apprezzata, un caro saluto! (Giovanni Ghione)

Lirica di prospettiva e di speranza! Bellissima! (Michelangelo La Rocca)

Infonde una pace e serenità infinita. Grazie (Rosanna Peruzzi)

Commenti (6)

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Ausilia Giordano16 giugno 2025

Roba d’altro mondo! Quello dell’inquinamento, che, grazie all’opera umana, devasta gradualmente tutto il mondo naturale. La "gaia primavera" e la "bianca aurora", poesia d’altri tempi, di quando ci si tuffava nel fiume Sarno - delle mie zone -, o nel Tevere, o in altre acque limpide. E la Speranza, la signora che scaccia ogni sconforto, ha sempre il primato sulle sofferenze. Testo meraviglioso. Elogio.

Marcella Usai16 giugno 2025

Venti di guerra oscurano la primavera e tutte le limpide espressioni della natura. In questo testo che sa di tristezza, intravedo anche la luce della speranza che si eleva come una preghiera di pace. Plauso al poeta.

Sulla primavera purtroppo irrompe la guerra con le bombe che rendono il cielo infuocato e rosso del sangue delle vite sacrificate a causa dell’avidità e dell’imbecillità di uomini che non hanno imparato niente dalla storia. La poesia nella sua drammaticità lascia anche il posto alla speranza di ravvedimento per poter rivedere tutta la bellezza del Creato. Poesia bellissima, toccante e coinvolgente. Congratulazioni poeta!

Giovanni Ghione16 giugno 2025

La pace chimera dei nostri giorni che si chiudono in tragedie umane. Il Saggio Poeta osserva la natura testimone di questi misfatti ma anche stimolo di speranza. Complimenti!

Michelangelo La Rocca18 giugno 2025

Sono tempi di guerra, anzi di guerre e il fumo e il tanfo delle bombe infestano l’aria primaverile, quasi irriconoscibile nei suoi consueti colori ed odori. Il poeta ha il giusto naso per annusare gli acri sapori e i tetri colori delle guerre. Ma le sue sono narici di un poeta e sentono profumi ancora lontani, sentono odore... di pace! Oggi siamo così turbati dai venti di guerra che soffiano forti come uragani devastanti, ma il nostro poeta sente il divenire e sente profumo di pace! Speriamo che il bravo e talentuoso poeta pugliese abbia ragione perché tutti abbiamo bisogno di pace e tutti ne abbiamo abbastanza delle guerre, di tutte le guerre. Elogi sentiti al poeta!

Rosanna Peruzzi20 giugno 2025

L’ inizio di questa stupenda lirica lascia intravedere un paesaggio grigio e cupo, senza colori, dove ogni cosa intorno a sé odora di fumo e sconforto, ma poi si intravede la luce all’orizzonte e la speranza che il domani possa essere limpido e sereno. Vi è una visione ottimista della vita, un voler credere che tutto passa, anche il periodo più buio e che l’arcobaleno possa tingere dei suoi colori i giorni seguenti e la propria anima.