"Senza meta e ricamo"
Stefano Drakul Canepa
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Dimentico
che dovevo morire
e ti raggiungo
nei miei incubi
sei così reale
Dea che non ama
e che non lascia
parole al suo ritorno.
Mi sveglio
al tuo fiato d’inverno
e non torno
sui passi d’argento
che la luna
ha tremato per noi
ai piedi del cuore
o di quel che rimane
di un solo passaggio
di qualche foglia
soffiata via
a finire nel cielo
senza meta e ricamo.
©
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Stefano Drakul Canepa
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