L’attesa del mio giorno

Nell’orizzonte del mare aperto
domai le onde del mio deserto
ed erano tante,
che parevan mani sante.
Sovrastavano la mia pena
di voler sconfiggere l’arena
e nel profondo navigare
del mio lento naufragare,
il mio eroe ritrovare.
E chi era quel prode
se non un essere gestante
di quella fede scalpitante?
Affidai la mia speranza
ad un’eterna, dolce danza
e giunse a me
costante
la figura di un viandante.
Ero io in veste nuova
che a pazientar stavolta
dalla luce venni avvolta.
Posso dirti solo ora
che in terra venni allora
per sbocciare e fiorire ancora.
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Commenti (1)
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Ausilia Giordano21 giugno 2025
Testo scritto con stile elegante, con ricchezza di rime baciate e solo due versi isolati che, a pensarci, l’autrice avrebbe ben associare a rime appropriate. Non è molto facile accingersi a "leggere" dentro se stessi, ma l’autrice si è ben avviata e ha raggiunto il culmine: cercarsi, curarsi delle pene, riscaldare il proprio cuore e rialzarsi, per poi presentarsi di nuovo al mondo rinnovata dalla propria stessa forza. Complimenti per il meraviglioso testo.
