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Ribellione 24 giugno 2025 · lettura 1 min · 277 letture

L’orrore che chiamano patria

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Arelys Agostini 692 poesie pubblicate
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Gli stivali mi osservano, ma non vogliono toccare la mia pelle. . Rifiutano la marcia sui corpi senza nome, di affondare nel fango dove sbocciano bandiere insanguinate. . Non seguono i sentieri che i tiranni tracciano con la polvere da sparo, né il tamburo degli uomini senz’anima. . Preferiscono il freddo della terra, la ferita viva del suolo, piuttosto che diventare complici dell’orrore che chiamano patria. . EL HORROR QUE LLAMAN PATRIA . Las botas me miran, pero no quieren cubrir estos pies. . Se niegan a marchar sobre cadáveres sin nombre, a hundirse en el lodo donde florecen banderas ensangrentadas. . No pisan las rutas que dibujan los tiranos con pólvora, ni siguen el tambor de los hombres sin alma. . Prefieren el frío de la tierra, la herida abierta del suelo, antes que ser cómplices del horror que llaman patria.
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Nei tempi in cui la guerra indossa parole nobili, e la barbarie si firma nei palazzi col tricolore, questa poesia è un piccolo atto d’insubordinazione: due piedi che si rifiutano di marciare verso l’abisso.

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L'autore
Arelys Agostini

Arelys Agostini, Italo venezuelana; è una poetessa "dilettante". Le sue poesie sono un viaggio attraverso emozioni crude e speranze tenaci, espresse con un linguaggio che danza tra passione, denuncia, introspezione, e il suo impegno nel denunciare le ingiustizie, senza perdere l’ironia. La natura è spesso presente nel

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Commenti (1)

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Pierfrancesco Roberti24 giugno 2025

lirica vera amara dolorosa che tocca l’anima complimenti