L’orrore che chiamano patria
Gli stivali mi osservano,
ma non vogliono toccare la mia pelle.
.
Rifiutano la marcia
sui corpi senza nome,
di affondare nel fango
dove sbocciano bandiere insanguinate.
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Non seguono i sentieri
che i tiranni tracciano con la polvere da sparo,
né il tamburo
degli uomini senz’anima.
.
Preferiscono il freddo della terra,
la ferita viva del suolo,
piuttosto che diventare complici
dell’orrore che chiamano patria.
.
EL HORROR QUE LLAMAN PATRIA
.
Las botas me miran,
pero no quieren cubrir estos pies.
.
Se niegan a marchar
sobre cadáveres sin nombre,
a hundirse en el lodo
donde florecen banderas ensangrentadas.
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No pisan las rutas
que dibujan los tiranos con pólvora,
ni siguen el tambor
de los hombres sin alma.
.
Prefieren el frío de la tierra,
la herida abierta del suelo,
antes que ser cómplices
del horror que llaman patria.
©
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L'autore
Arelys Agostini
Arelys Agostini, Italo venezuelana; è una poetessa "dilettante". Le sue poesie sono un viaggio attraverso emozioni crude e speranze tenaci, espresse con un linguaggio che danza tra passione, denuncia, introspezione, e il suo impegno nel denunciare le ingiustizie, senza perdere l’ironia. La natura è spesso presente nel
Commenti (1)
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Pierfrancesco Roberti24 giugno 2025
lirica vera amara dolorosa che tocca l’anima complimenti
