Là dove i fiori non sanno sbocciare
Antonietta Angela Bianco
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Là dove il cielo si veste di piombo
e il sole si spegne tra nuvole d’ombre,
una bambina stringe un sogno in un rombo,
tra le macerie, tra fuoco e tra tombe.
Il vento ha la voce di pianti lontani,
soffia su case sbriciolate dal pianto,
le mani tremanti, due foglie nel domani
che il tempo cancella col sangue e col canto.
Giocavano ieri con bambole mute,
oggi i pupazzi hanno il cuore spezzato.
La guerra cammina su strade perdute,
con stivali d’acciaio e respiro avvelenato.
I muri raccontano favole storte,
scritte col pianto di occhi sbarrati,
e i bimbi che dormono abbraccian la morte
come una madre dai baci ghiacciati.
Chi ha acceso la fiamma che brucia il domani?
Chi ha fatto di culla un sepolcro profondo?
La pace si frange tra dita di umani
che lanciano fuoco sul grembo del mondo.
Ma ancora si sente, tra il fumo e la notte,
un canto sottile di voce innocente,
è il cuore di un bimbo che batte e che lotta
per dare al silenzio un volto di gente.
©
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L'autore
Antonietta Angela Bianco
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Commenti (2)
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Pierfrancesco Roberti28 giugno 2025
cara poetessa riesci sempre a toccare il cuore complimenti
Ausilia Giordano28 giugno 2025
Testo strutturato in quartine in rime alternate e qualche assonanza ritmica, denuncia la violenza e l’acredine provocate dalla guerra, dove vite di bimbi e pianti di madri non vengono ascoltati, dando libera impresa alla morte. Come potranno i campi fiorire, se gli occhi di chi muore sotto le bombe non li potrà vedere?! Brava poetessa.


