Là dove il tempo non torna
Antonietta Angela Bianco
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Nel giardino segreto dei giorni d’estate,
quando il sole indugiava su strade dorate,
vivevi leggero, tra risa e silenzi,
tra sogni sospesi e promesse innocenti.
Ricordo il tuo nome come un vento d’aprile,
che sfiora la pelle, che accende e che oscilla,
come un’eco che vibra tra i rami fioriti
dei nostri vent’anni mai più rivissuti.
La tua voce era un canto di rondini al cielo,
una luce che danza sul bordo del velo,
e i tuoi occhi due laghi in un tempo bambino
dove il cuore si perde e non trova il cammino.
Le tue parole, fragranze leggere,
erano rose sbocciate all’ora del vespro
e le tue mani, di neve e di fuoco,
scrivevano il tempo in un battito fioco.
Ti ho cercato nei giorni che il tempo ha sbiadito,
nei quaderni stropicciati d’un amore fiorito,
in fotografie che il ricordo consola
come una stella che cade ma ancora si invola.
Ora sei sogno che l’alba cancella,
sei la sera che piange dietro una finestra,
sei la pioggia che torna, lo stesso profumo,
a bagnare un’età che ora vive nel fumo.
Eppure, se chiudo gli occhi e respiro,
ti sento vicino, come allora, sul filo
di quell’ultima danza al chiarore del mondo.
Poi il tempo cadde. E il silenzio fu fondo.
©
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L'autore
Antonietta Angela Bianco
Commenti (1)
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Pierfrancesco Roberti29 giugno 2025
cara poetessa riesci a cogliere con le tue parole lo stupore del lettore fai vivere momenti bellissimi complimenti

