"Senza perdono"
Stefano Drakul Canepa
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La stretta del corpo
sarebbe stata meno lieve
delle ferite inferte
da un altro cielo
in attesa di morire
e per troppe volte
avevo sperato di finire
ai piedi del cuore
dove nessuno avrebbe
potuto piangere vergogne.
La verga scagliata
come un dardo di fuoco
non era nulla
in confronto all’amore
negato per giorni
e rimandato alle stelle
che peccavano ogni sera
inginocchiate sui sassi
di strade senza perdono.
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Stefano Drakul Canepa
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