Bimbo di rugiada
Antonietta Angela Bianco
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Lo vidi un giorno, bimbo di rugiada,
con gli occhi grandi e il passo senza peso,
saltava tra le ore come un fiume
che ride al sole e non conosce il gelo.
Poi crebbe in fretta, giovane d’aprile,
coi sogni accesi e il cuore tra le stelle,
scriveva i giorni in fogli di promesse,
lasciando orme lievi sulle zolle.
Divenne uomo, scalzo nell’estate,
con mani forti e un orologio muto,
forgiava i mesi come fossero ferro
ma già perdeva un’eco a ogni minuto.
Lo ritrovai curvo tra le nebbie,
la barba bianca e il passo ormai distante,
sussurrava ai ricordi come a figli
che il tempo fa crescere e poi si spande.
Nessuno può fermarlo, né rincorrerlo,
va avanti, cieco, sotto cieli spogli
e ad ogni nome dato al suo cammino
risponde solo il suono dei suoi orologi.
E quando infine svanirà nel vento,
tra foglie morte e calendari vuoti,
ci resterà soltanto la sua ombra,
lunga sul cuore e fatta di rimpianti.
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L'autore
Antonietta Angela Bianco
La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
Bellissimo testo. (Ausilia Giordano)
Commenti (1)
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Ausilia Giordano11 luglio 2025
Nel tempo si racchiudono tutte le cose, già al loro apparire, sono già lontane, e il passato spera nel presente per restare in vita, ma sarà solo un ricordo. Il presente si perde nel futuro, poiché il tempo inesorabile passa su tutto. Solo il cuore vive le sensazioni degli eventi, e tuttavia, tutto resta nel ricordo. Ben strutturato in quartine ed endecasillabi, con alcune rime alternate e assonanze ritmiche. I miei complimenti.

