Va or l’onda
Saverio Chiti
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Va or l’onda a ritroso
prendendo il largo
verso l’estuoso ignoto,
un cielo biavo, lacrima
quel che sembra brina
e sul prato s’imbrefa,
su ogni pullulìo
di fiori appanciollati
alle prime luci dell’alba.
Dopo un tempo caderno
il cielo pare bufare
nel vento che arriva,
e là oltre la scogliera
il caraffo del mare rifugge
l’onda dopo il chiaranzano confine,
e tutto diventa magro piacere
al dilùcolo del giorno,
mentre lontano s’ode
un flappo richiamo,
è l’onda che va
nel gupo interiore
di un libètrico essere,
certo che nel cuor suo
il macciànghero passo
spinga il suo sguardo
verso lo sbéffoso dire.
Intanto lo scòpulo impervio
dall’alto rimira quell’onda
che a ogni rimando
sconfina nell’uliginoso arenile,
chissà se a ogni richiamo
dell’uccello svernante
il caldìo cuore nell’onda
or risponda...
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L'autore
Saverio Chiti
“ Gli uomini stolti si perdono ai confini della ragione, e spesso è nella follia, che trovano rifugio “ non so se faccio parte dei primi, e quindi ancor oggi vivo la mia ragione d'essere, oppure il mio Essere trova rifugio nella pacata follia del domani... nel dubbio, mi cibo d'ogni essenza... amo riflettere ad
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