Dolcezza spenta
Giuseppe Mauro Maschiella
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L’ape domanda al fiore la dolcezza
e la farfalla attratta è dalla luce.
L’amore cerca passione e tenerezza
ed un giovine cuor tocca e seduce.
Canta la fanciullezza tra i giardini
scordato è lo sgomento delle foglie,
tra giochi e tra sorrisi di bambini
un’ora amica la dischiude e accoglie.
Nevicate di luce sopra l’ombre
un tocco di rugiada sulla pelle,
notti incantate, senza pena, sgombre
fiori di luna e palpiti di stelle.
Cade dal cielo l’oro della sera,
dalla pianura giungono a momenti,
le voci della nuova primavera
con l’afrore velato degli armenti.
Il vento ancor mi reca odor di mare
risento il frangere di schiume
e il canto delle canne, e lo sciacquare
degli argentati lucci lungo il fiume.
Dilegua giovinezza e non ritorna
lontano un’eco perso di campane,
tutto si sfuma quando raggiorna
nella fragranza, morbida, di pane.
Semina l’ore il tempo e va lontano
restano cose che non passan mai:
mia madre, una carezza, la sua mano...
“Ti mostrerò la strada che non sai”.
Ogni cosa alla fine si riposa
l’ora stanca scolora e poi rallenta,
si perde anche il profumo della rosa
alita intorno una dolcezza spenta.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Giuseppe Mauro Maschiella
Ho iniziato nel 2014 e continuo il mio hobby di scrivere poesie. Generalmente la poesia di grandi poeti esalta la bellezza nelle sue varie forme: della donna, della natura, della creazione, ecc… esaltando cosi le illusioni. Il mio modo di fare poesia è diverso: anche io a volte esalto la bellezza, ma in quasi tutte le
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