La stella che non voleva morire
claudio coppini
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Scoccata a mezzanotte dall’arco del firmamento
la stella come freccia luminosa, scivolava giù.
Con le sue punte frullanti trapassò l’acqua
e il mare s’accese della sua luce.
Per gli abitanti marini fu un evento sconvolgente.
Dopo qualche ora finita l’energia la stella si spense
e intanto era come se galleggiasse in questo cielo
così strano, liquido e ondeggiante.
Presa dalla nostalgia, alzò lo sguardo
e sentì una gran desiderio di riprendere
il suo posto nel cielo.
Meravigliosamente si riaccese,
il i vento gonfiò le sue punte,
lentamente si staccò dall’acqua
e cominciò la risalita.
Più saliva, più era leggera e lasciava
dietro di sé una bianca scia marina.
Dopo la caduta il suo sogno di stella
rinascente si stava per avverare.
Certe sere se ti soffermi ad osservare il cielo
la riconosci, è la penultima del piccolo carro,
la più luminosa, la più caparbia.
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L'autore
claudio coppini
Commenti (1)
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Ausilia Giordano16 agosto 2025
Risplende la vita colma di speranza. La stella cade e si rialza, metafora della fragilità che abbraccia tutte le cose e, tra esse la vita degli esseri viventi che, delusi e disillusi, riescono a trivora la rotta della dritta via, con maggior forza.

