Un’alba da spiegare
Antonietta Angela Bianco
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Ogni mattina un’alba da spiegare,
tra occhi spalancati come mari,
sedeva accanto a chi cercava spazio,
ricamava pazienza in ogni abbraccio.
Portava in borsa alfabeti diversi,
righelli parlanti, mappe da toccare,
trasformava gli errori troppo avversi
in sentieri dove si può camminare.
Ogni ragazzo, un mondo da incontrare,
con chiavi uniche, gentili e leggere,
e lei lì, pronta a decifrare
quel lessico fragile del non sapere.
Scriveva poco sulla lavagna bianca,
ma annotava molto dentro il cuore,
di ogni conquista timida e mai stanca
faceva un frutto nato dal calore.
Ora che il tempo sfoglia i quaderni
e il giorno tace dietro la finestra,
ricorda che amava quel mestiere come il vento
che non si vede ma muove le vele.
E a tutti i ragazzi con amore, fiducia,
lascia una scia che ancora li accompagna
nel sogno grande di riuscire, insieme,
dove ogni strada è promessa di vita generosa.
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