Scia d’ambra
Antonietta Angela Bianco
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La notte, vestita di velluto profondo,
cammina scalza tra i tetti e le colline,
porta nel grembo un cesto d’oro e di polvere
da rovesciare sopra il respiro del mondo.
Ogni stella cadente è una sua carezza
che graffia il buio e lascia una scia d’ambra,
come se il cielo, stanco di restare immobile,
volesse regalare frammenti della sua pelle antica.
I desideri, nati nei nostri petti chiusi,
sono uccelli che aspettano il segnale del vento,
al primo lampo si staccano in volo,
attraversano galassie che nessuno ha mai visto.
La notte sorride, ma non promette nulla,
sa che molti sogni non toccano mai terra,
e che altri, senza rumore, germogliano
nel punto più nascosto del cuore.
Quando l’ultimo bagliore si spegne,
resta un silenzio che ha il peso di un abbraccio,
lì comprendiamo che il desiderio vero
non si consegna al cielo,
ma lo si custodisce, ardendo,
come brace sotto la neve.
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L'autore
Antonietta Angela Bianco
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Le sensazioni lasciate dai lettori.
Molto piacevole alla lettura. Elogio. (Ausilia Giordano)
Commenti (1)
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Ausilia Giordano20 agosto 2025
In quartine e in verso libero, con qualche rima baciata a distanza di versi, il testo esprime meravigliosamente sensazioni privilegiate, che solo chi ha lo spirito pronto alla riflessione può cogliere. Complimenti poetessa!

