Natura
20 agosto 2025
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A Gea, Madre terra
Gea, corpo vivo e anima profonda,
ci desti un paradiso verde, fertile, immacolato,
lo seminasti di frutti, di cieli aperti,
di fiumi che cantavano, di radici parlanti.
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Ci offristi il tuo grembo, Gea, la tua acqua, il tuo tempo,
ci desti nutrimento, medicina, fuoco e riparo.
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E noi, tuoi figli,
rispondemmo con sfruttamento e un crudele silenzio.
Tagliammo le tue vene per rubare il tuo respiro,
e fingemmo di non udire il tuo grido nel vento.
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E oggi, Gea, il tuo lamento!
Il tuo lamento che nasce da un dolore profondo,
che si leva dai vulcani addormentati
fino alle foglie appassite delle tue selve.
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Ti offro questa poesia, Gea,
che sia un’eco della tua voce che grida,
un sussurro che avverte, una supplica che implora...
.
Che il cuore che legge, ascolti.
Che l’anima che ascolta, si desti.
Che la mano che si desta, agisca.
Perché ancora, forse, nel filo del tempo,
c’è un alito di speranza per implorare il tuo perdono.
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A GEA, MADRE TIERRA
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Gea, cuerpo vivo y alma profunda,
nos diste un paraíso verde, fértil, inmaculado,
lo sembraste de frutos, de cielos abiertos,
de ríos que cantaban, de raíces que hablaban.
.
Nos ofreciste tu regazo, Gea, tu agua, tu tiempo,
nos diste alimento, medicina, fuego y refugio.
.
Y nosotros, tus hijos,
respondimos con explotación y con un cruel silencio.
Cortamos tus venas para robar tu aliento,
y fingimos no oír tu grito en el viento.
.
¡Y hoy, Gea, tu lamento!
Tu lamento que nace de un dolor profundo,
que se alza desde los volcanes dormidos
hasta las hojas marchitas de tus selvas.
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Te ofrezco este poema, Gea,
que sea un eco de tu voz que clama,
un susurro que advierte, un ruego que suplica...
.
Que el corazón que lea, escuche.
Que el alma que escuche, despierte.
Que la mano que despierte, actúe.
Porque aún, quizás, en el hilo del tiempo,
hay un hálito de esperanza para implorar tu perdón.
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