Annodo carezze perdute
Antonietta Angela Bianco
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Intesso i fili del passato,
su un telaio di silenzio,
dove le tue mani forti
ancora mi sorreggono nell’ombra.
Ogni punto è un ricordo,
ogni nodo un frammento di vita,
il tuo sorriso che accendeva i giorni,
la neve dei tuoi capelli
in cui rifugiavo i miei pensieri.
Ricamo trine di dolci ricordi
e vi annodo carezze perdute,
abbracci mai dissolti,
parole che il tempo
non ha saputo cancellare.
A volte il sogno ti restituisce,
mi sfiora la tua presenza,
poi svanisci come neve al sole,
lasciando nel cuore
una ferita che non smette di cantare.
Ti porto con me,
nell’angolo più segreto dell’anima,
dove il vento non osa entrare
e il tempo si arrende.
Sei il filo invisibile
che ancora mi guida,
sei la mia poesia più luminosa,
l’eterno ricamo
sulle trame fragili del cuore.
©
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L'autore
Antonietta Angela Bianco
La bacheca della poesia
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Ogni tanto non mi permettono di commentare. (Ausilia Giordano)
Verssi lucidi di un affetto sincero. Complimenti. (Ausilia Giordano)
Commenti (1)
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Ausilia Giordano9 settembre 2025
Annodare "carezze perdute" per conservarne il desiderio che non muore mai. I nostri beni più cari e ormai lontani da noi, vivono nel nostro cuore dandoci sensazioni tristi e dolci contemporaneamente. Una persona cara che ci lascia, porta con sé il nostro cuore e la nostra mente, anzi, tutto il nostro mondo che avremmo voluto vivere con loro. Elogio poetessa.

