Hypokrisis
Avanza la Hipocresía, fiel retrato del Vicio,
con la tez pulcra, de jabón y agua santa lavada.
Reptil que se desliza, mísero y servil artificio,
de afectación teatral y la palabra profanada.
.
Simula dolor grave cuando el juicio la increpa,
mas oculta la zarpa de mordaz avaricia
tras el velo de arcilla que su alma vil secreta,
muro fingido donde la falsedad se inicia.
.
¡Oh, Hipocresía mendaz, pústula del humano!
Que aun las ratas, maestras de la sombra,
huyen del lodazal de infamia que la habita,
abandonando el fango que la forma en vano.
.
HYPOKRISIS
.
Avanza l’Ipocrisia, feticcio del Vizio,
con l’epidermide tersa, d’acqua e sapone mondata.
Rettile che striscia, servo d’un sol malvagio artifizio,
dagli atteggiamenti scenici e la parola profanata.
.
Simula il cordoglio quando il giudizio la tocca,
celando artigli aguzzi e insaziabile brama
dietro il velo d’argilla che la menzogna imbocca,
muro fittizio che la sua falsità programma.
.
Oh, miserabile Ipocrisia, lebbra dell’onesto!
Che persino i ratti, maestri dell’ombra scura,
fuggono atterriti l’ignobile pantano in cui dimora,
rigettando il fango che l’anima sua ha vestito.
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L'autore
Arelys Agostini
Arelys Agostini, Italo venezuelana; è una poetessa "dilettante". Le sue poesie sono un viaggio attraverso emozioni crude e speranze tenaci, espresse con un linguaggio che danza tra passione, denuncia, introspezione, e il suo impegno nel denunciare le ingiustizie, senza perdere l’ironia. La natura è spesso presente nel
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