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Introspezione 15 novembre 2025 · lettura 3 min · 128 letture

Il mio dio

Giuseppe Mauro Maschiella 683 poesie pubblicate
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Ma poi se tu preghi uno dei tanti dio a me che me ne importa quando non c’è lo inventi tu, pio e sempre io gli chiudo ogni porta. Per trovare una scusa da tenere vicino qualcuno da temere o magari da pregare, per avere un’immagine sul comodino un motivo per sperare o per bestemmiare. E non sai a ciò in cui credo io ma a me che me ne fotte ne esistono milioni di dio invenzioni per passare la notte. Li trovi al mercatino dell’usato vendono rosari e statue piangenti li trovi con le lucine addobbati dentro a dei magici unguenti. Sulle riviste o nei porta a porta tutti hanno il solo unico e vero su YouTube o Amazon non importa c’è sempre un santone vestito di nero. Ma sono tutti sbagliati sono tutti soltanto degli inganni chi li ha inventati ci racconta favole da millenni. Dio sono io quando amo come disse Gesù, sei tu quando sorridi dio è chi risponde quando lo chiamo anche se poi non ci credi. Io ne ho inventati tanti di dei potrei venderli per poco demoni santi oppure eroi ma era solo un gioco. Ho cercato dio tra due aperte cosce dopo tante bottiglie scolate che non mi levarono le angosce delle troppe notti sbagliate. Poi dio l’ho visto davvero nelle lacrime di un bambino ferito nella promessa di futuro che porta con sé un neonato. Nelle mani esili di mio padre rasserenate e senza rimorsi in cuore tra le lacrime mute di mia madre aggrappata ad un sogno che muore. Dio é un fiore di campo un agnello liberato dal macello dio è la via di scampo che non chiede lotta o duello. Dio non entra dentro ai templi i sepolcri imbiancati li sdegna dio solo amando lo contempli solo un gesto d’amore lo disegna. E se hai il velo oppure i capelli al vento se hai la minigonna oppure i pantaloni dio lo trovi dentro al firmamento vive solo dentro a tutte le vere emozioni. Chiunque fa guerre è un senza dio un vigliacco che manda innocenti a morire chi cerca la guerra non sono io il mio io non sopporta veder figli soffrire. Dio è non ferire mai non gli importa chi prega ma chi ama dio non fa soffrire sai anche se mai ti chiama. L’ho chiamato mille volte sai ma sbagliavo sempre il prefisso perché dio non risponde mai a chi non vuole sempre l’abisso. Sai ne ho seguiti a bizzeffe credendo di vedere la luce ma erano soltanto truffe che mi mettevano in croce. Dio è quando aiuti uno sconosciuto quando il cuore ti fa male dio è quando offri il tuo aiuto perché aiutare è normale. Dio non è nel credo ma dentro alle azioni non ha etnie religioni riti e nazioni non so se proviene dalla mia fantasia ma vive dentro ad un profumo chiamato anarchia. Ed è per questo che se tu preghi un altro dio a me proprio sai che non me ne fotte perché ognuno dio lo vede a modo suo magari solo per passare un’altra notte.
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L'autore
Giuseppe Mauro Maschiella

Ho iniziato nel 2014 e continuo il mio hobby di scrivere poesie. Generalmente la poesia di grandi poeti esalta la bellezza nelle sue varie forme: della donna, della natura, della creazione, ecc… esaltando cosi le illusioni. Il mio modo di fare poesia è diverso: anche io a volte esalto la bellezza, ma in quasi tutte le

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Grazie!!! (Marcella Usai)

Commenti (3)

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Pierfrancesco Roberti16 novembre 2025

bellissima lirica emozionante tocca il cuore complimenti

Stefana Pieretti17 novembre 2025

una lunga lirica, ricca di verità e forti emozioni versi scritti con la bravura che appartiene al nostro poeta Giuseppe Mauro Maschiella che sempre regala testi unici che ammiro Con lode, bravo!

Marcella Usai19 novembre 2025

Bellissima lirica che incanta, da leggere tutta d’un fiato, da tenere a mente e meditare sul ricco contenuto da non tralasciare. Adoro e condivido il tuo dio anarchico che abbraccia tutto il creato. Plauso caro poeta