Elohim
Ho dimenticato quante cose ho narrato
alle notti fredde, così lunghe, così silenziose.
Ho dimenticato le finestre che ho spalancato
cercando albe dorate
per lenire le tristezze che non cessano.
.
E ti chiedo, Elohim:
che siamo in questa vita?
Echi di pianto,
o semplice soffio che ritorna alla sua origine?
.
Viviamo prigionieri nella carne,
mendicando conforto,
come mortali senza nome
in lotta costante
per meritare la tua luce.
.
ELOHIM
.
Olvidé cuántas cosas he contado
a las noches frías, tan largas, tan calladas.
Olvidé las ventanas que he abierto
buscando dorados amaneceres
para curar las tristezas que no cesan.
.
Y te pregunto, Elohim:
¿Qué somos en esta vida?
¿Eco del llanto,
o simple soplo que retorna a su origen?
.
Vivimos cautivos en la carne,
mendigando consuelo,
como mortales sin nombre
en lucha constante
por merecer tu luz.
©
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L'autore
Arelys Agostini
Arelys Agostini, Italo venezuelana; è una poetessa "dilettante". Le sue poesie sono un viaggio attraverso emozioni crude e speranze tenaci, espresse con un linguaggio che danza tra passione, denuncia, introspezione, e il suo impegno nel denunciare le ingiustizie, senza perdere l’ironia. La natura è spesso presente nel
Commenti (1)
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Pierfrancesco Roberti20 novembre 2025
bellissima profonda lirica spirituale tocca le emozioni piu forti
